Pensione: bastano 20 anni di contributi, ma non per tutti ecco i fortunati

Ci sono casi in cui è possibile finire in anticipo il rapporto lavorativo. Ecco i fortunati che vanno in pensione con 20 anni di contributi

Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo di pensioni per via della paura di un possibile ritorno della temutissima Riforma Fornero.

(Andare in pensione con 20 anni di contributi)

Mentre si avvicina il 2023, il governo è a lavoro per attuare la nuova riforma delle Pensioni. Ma intanto in alcuni casi è possibile finire in anticipo il rapporto lavorativo. Ecco i fortunati che vanno in pensione con 20 anni di contributi.

Ecco chi può andare in pensione con 20 anni di contributi

Andare in pensione con 20 anni di contributi è possibile. Si tratta della pensione di deroga ai requisiti generali di 67 anni di età e, appunto, 20 di contributi.

Si tratta di misure correlate alla pensione di vecchiaia, la quale non ha scadenza in quanto strutturale. Con il nuovo anno saranno confermate le deroghe come questa che, come età, rappresentano una grande vantaggio per le lavoratrici. Questa pensione di vecchiaia prevede un’uscita a partire dai 56 anni per le donne e 61 per gli uomini. È inoltre necessario avere un’invalidità pensionabile di almeno l’80%.

È consista un’uscita dal mondo del lavoro anche per le lavoratrici nate nel 1967, le quali però devono aspettare il 2024 per poter riscuotere la prima rata dell’assegno. SI tratta di una misura forse più apprezzabile di Opzione Donna grazie all’età di uscita. Le lavoratrici potranno andare in pensione con 58 anni di età, mentre quelle autonome con 59 anni.

(Andare in pensione con 20 anni di contributi)

Nel 2023, inoltre, non è affatto sicuro per ora che Opzione Donna venga davvero prorogata. Inoltre, questa continuerà a prevedere il raggiungimento dei requisiti necessari entro la fine dell’anno precedente.

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori uomini, l’uscita dal mondo del lavoro è prevista per coloro che hanno 20 anni di contributi e un’invalidità pensionabile dell’80%, oltre a 61 anni di età. Possono usufruirne chi è nato anche nel 1962 e riesce a raggiungere i requisiti previsti nel 2023. Quindi anche per questi lavoratori basteranno 20 anni di contributi per poter andare in pensione.

Non ci sono infine problemi di cumulabilità, nemmeno nel caso di deroghe dei 15 anni.

Fonte: Proiezionidiborsa