Addio a Gianluca Vialli: un campione fino alla fine

Ha combattuto fino alla fine ma il tumore al pancreas non gli ha lasciato scampo. Addio a Gianluca Vialli.

Gianluca Vialli ha combattuto 6 anni contro un terribile tumore al pancreas. Purtroppo il bomber ha perso la sua partita più importante.

Morto Gianluca Vialli
Gianluca Vialli/ Topday

Il mondo dello sport – e non solo – piange oggi la perdita di Gianluca Vialli. Il 58enne è deceduto a Londra, dove era ricoverato da alcune settimane. Vialli era stato colpito da un tumore al pancreas nel 2017. Negli ultimi anni sembrava stare bene ma purtroppo la recidiva della tremenda neoplasia non gli ha lasciato scampo. Nelle ultime settimane era ricoverato in una clinica di Londra dove lo avevano raggiunto anche la madre e la sorella per stargli vicino. Numerosi i messaggi di affetto e solidarietà da parte di colleghi e amici, sportivi e artisti.

Il tumore al pancreas

Morto Gianluca Vialli
Ha lottato 6 anni contro il tumore al pancreas/ Topday

Il tumore al pancreas – che il bomber di Sampdoria e Juventus aveva scoperto praticamente per caso in seguito ad una risonanza fatta per altri disturbi – è una neoplasia che ogni anno uccide cerca 13mila persone in Italia ed è la terza causa di morte oncologica, ma potrebbe diventare presto la seconda. Spesso il problema principale è la difficoltà di diagnosticare questo tipo di tumore a una ghiandola così importante per il sistema digestivo e intestinale. Tra i sintomi del tumore al pancreas ci sono il mal di schiena o un forte dolore nella parte superiore dell’addome, una colorazione gialla della pelle e degli occhi, un prurito insolito, cambiamento nella digestione e nelle abitudini intestinali, la perdita di appetito e di peso. Tra i fattori di rischio ci sono la familiarità con la malattia, il diabete, la pancreatite, l’obesità e l’abuso di alcol e fumo. È fondamentale la tempestività con cui viene diagnosticata la malattia. Gianluca Vialli, subito dopo aver scoperto il tumore nel 2017, si era sottoposto a un intervento chirurgico a Londra. Poi un primo ciclo di chemioterapia durato nove mesi e un secondo click di otto mesi, per un totale, quindi, di 17 mesi di chemio, che lo ha debilitato molto. Purtroppo le cure non sono riuscite a salvarlo. Nell’ultimo periodo era molto peggiorato e la mamma e la sorella erano volate a Londra per stargli accanto.

Fonte: Ansa, Gazzetta dello sport