“Forza Luca, uniti sempre”: la dedica di Walter Zenga a Gianluca Vialli

Sale la tensione per le condizioni di Gianluca Vialli. L’ex calciatore ha voluto raccontare i suoi ultimi cinque anni in un libro: dalla scoperta del cancro ad oggi.

Intanto un suo rivale storico gli ha inviato una dedica bellissima e di grande incoraggiamento, come si fa tra veri campioni.

Dedica di Walter Zenga a Vialli
Gianluca Vialli/Topday

Tutto il mondo del calcio fa il tifo per Gianluca Vialli che è di nuovo sceso in campo per combattere la battaglia più importante: quella contro il tumore  al pancreas che lo ha colpito cinque anni fa, nel 2017. L’ex bomber bianconero e blu cerchiato si trova ricoverato a Londra dove è già stato raggiunto dalla madre e dalla sorella.  E mentre sotto la clinica dov’è ricoverato Gianluca Vialli, i tifosi inglesi della Sampdoria hanno appeso uno striscione di incoraggiamento, un suo storico avversario ha deciso di inviargli una dedica molto speciale attravers0 Instagram. Lo storico avversario in questione è l’ex portiere dell’Inter, Walter Zenga.  “Forza Luca… Ti stringo la mano come facevamo in Nazionale. Uniti sempre”.  La dedica di Zenga è accompagnata da una bellissima immagine molto toccante:  un dettaglio del guantone di Zenga che stringe la mano nuda di Vialli.

Gianluca Vialli e la scoperta del cancro 

Dedica di Walter Zenga a Vialli
Gianluca Vialli e Walter Zenga/Topday

L’ex numero uno di Sampdoria e Juventus ha scritto un libro “Goals”, nel quale racconta come ha scoperto di avere il cancro.Una scoperta tanto casuale quanto drammatica. Tutto, infatti, iniziò con una banale fitta ad una gamba che si pensava fosse dovuta ad una infiammazione al nervosciatico. “Mentre facevo con la mia fisioterapista un certo esercizio per i glutei, ho sentito una fitta alla gamba, come se avessi un cane che mi mordeva il polpaccio. Nervo sciatico, mi hanno detto, niente di cui preoccuparsi…Chiamo Gigi Buffon, perché mi ricordo che al Mondiale sudafricano del 2010 era rimasto bloccato da un mal di schiena tremendo. Mi passa il nome di un gigante dell’ortopedia di Milano. Lo chiamo e prendo appuntamento per il lunedì. Mi propone un’operazione, subito, in anestesia totale…Il giorno dopo sono già a Londra e io, per la prima volta in vita mia, mi sento così. Diverso. Svuotato, senza fiducia, piango senza motivo. Provo a camminare, ma è dannatamente difficile. Tanto difficile da sentirsi finiti“. Quindi gli venne effettuata la risonanza magnetica che ha svelato la presenza di un tumore al pancreas.

Fonte: Corriere della sera, Libero

 

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