Pensioni: chi può andare prima della riforma | Fai veloce

Pensioni, chi può andare prima della riforma: fai veloce in caso, ecco i dettagli su un tema caro a tantissime persone.

Una delle principali preoccupazioni per i lavoratori è sicuramente la fase di pensionamento, parte importante della previdenza sociale che permette alle persone in età ormai avanzata, dopo anni di lavoro, di avere un reddito e sostenersi senza dover svolgere delle attività. Proprio per questo, quello delle pensioni è un tema sempre molto caldo a livello politico, tanto che sono stati diversi gli interventi dei vari governi nel corso degli anni, in ultimo la riforma del sistema pensionistico entrata in vigore nel 2011.

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Alcuni lavoratori potrebbero riflettere bene sul loro futuro già da ora (foto: Pixabay) – TopDay

Anche il nuovo esecutivo guidato da Giorgia Meloni potrebbe presto proporre una nuova riforma sul tema, anche se pare bisognerà attendere perché, da quanto trapelato, questa manovra di bilancio 2023 non dovrebbe prevedere nessun tipo di intervento. In ogni caso alcuni lavoratori che hanno i requisiti potrebbero seriamente pensare di cogliere l’attimo ed ottenere il pensionamento subito, prima che entrino in vigore altre normative.

Pensioni, tema caldo per la maggioranza

Più volte in campagna elettorale abbiamo sentito dai partiti attualmente in maggioranza pareri assolutamente negativi sull’attuale sistema pensionistico, più conosciuto da tutti come “Legge Fornero”; già dal prossimo anno potrebbero entrare in vigore delle modifiche, per poi magari ipotizzare un cambiamento radicale successivamente. Mentre siamo in attesa di vedere gli effetti delle nuove modifiche che entreranno in atto in questo 2023 (tra indicizzazioni, maggiorazioni pensioni e nuovi requisiti, con una nuova Quota 103) alcuni potrebbero fare la scelta di ottenere già la pensione per quest’anno, scegliendo quindi (sempre nel caso si avessero i requisiti) di abbandonare il mondo del lavoro.

Andare in pensione o meno prima della possibile nuova riforma

Al momento quindi, stando alle modifiche effettuate con la nuova Quota 103 (come riportai l sito quifinanza.it) contenuta in questa manovra di bilancio, nel 2023 si potrà andare in pensione con quella di vecchiaia (necessari 67 anni d’età e 20 anni di contributi) e con la pensione anticipata, che si può ottenere con 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per le donne, più uno in più per gli uomini; con quest’ultima possibilità non ci sono vincoli anagrafici. Quanto alla Quota 103, è utilizzabile da tutti i lavoratori che abbiano almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi, con un assegno  limite superiore pari a 5 volte il trattamento minimo INPS fino al momento in cui il soggetto avrà raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia.

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Nel prossimo futuro potrebbe arrivare una nuova riforma pensionistica: conviene sfruttare quella ancora in vigore prima che venga definitivamente sostituita? (foto: Pixabay) – TopDay

Essere in possesso dei requisiti contributivi potrebbe dunque indurre più di qualcuno a riflettere sull’ipotesi pensione anticipata oppure sfruttare la Quota 103, senza dover aspettare i possibili cambiamenti con una nuova riforma che, in caso arrivasse, potrebbe non essere vantaggiosa oppure potrebbe cambiare i requisiti; la scelta resta comunque sempre alla singola persona, capace di valutare tutte le possibilità e, soprattutto, la sua situazione.

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