Errore medico durante il parto: il tribunale li paga due milioni

Ad Ancona una coppia di genitori ha fatto causa all’ospedale perché il figlio è nato disabile per un errore medico: sono stati risarciti con una cifra stratosferica.

La storia risale a diversi anni fa, alla nascita di un bambino che oggi ha 11 anni. Dopo il parto era stato dichiarato disabile al 100% ma la colpa è stata dei medici. Per questo i genitori hanno deciso di portare il caso in tribunale.

Risarcimento Ancona
Il bambino è nato disabile per colpa di un errore medico durante il parto (topday.it)

Se n’è occupato il Tribunale di Ancona, dato che il parto è avvenuto nell’ospedale di San Severino Marche, dove i genitori del piccolo si erano trasferiti per motivi di lavoro, anche se originari si un piccolo paese in Umbria.

La coppia, assistita dall‘avvocato Cristiana olivieri, ha deciso di intentare una causa contro l’Azienda Sanitaria Unica Marche, vinta in primo grado soltanto di recente, dopo anni di attesa. A dar ragione ai due sono stati un team di consulenza composto da un ginecologo e un medico legale.

Il giudice Patrizia Pietracci, della II sezione civile, ha alla fine reputato la veridicità delle accuse della famiglia contro l’azienda ospedaliera, disponendo un ricchissimo risarcimento di 2 milioni d 276mila euro.

La decisione del Tribunale

L’errore dei medici è avvenuto proprio durante il parto: avevano riscontrato una situazione di sofferenza fetale ma, invece di procedere immediatamente con un parto cesareo, hanno deciso di indurre il parto naturale e utilizzare la ventosa per facilitare la nascita.

Risarcimento Ancona
Ospedale San Severino, dove è avvenuto il parto (topday.it)

Purtroppo il piccolo aveva il cordone ombelicale avvolto intorno al collo e alla nascita non respirava. Nella relazione dei periti è stato scritto: “Il bambino, nato con un giro di cordone ombelicale intorno al collo presentava al primo minuto ipotonia ed assenza di attività respiratoria e cardiaca, tanto che venne intubato e sottoposto a massaggio cardiaco a seguito del quale, al secondo minuto, la frequenza cardiaca riprendeva”.

Per questo il bambino ha riportato “gravi esiti di sofferenza ipossico, ischemica perinatale, tetraparesi spastica ed epilessia“. A causa della prolungata mancanza di ossigeno, adesso il bimbo è tetraplegico. La difesa dell’Asur, che sosteneva la totale casualità del fatto, non ha retto contro il Tribunale di Ancona.