Cuccioli da vendere? Se non metti questo codice ti fanno 5000 € di multa!

Occhio ad inserire un annuncio online con l’intenzione di vendere i cuccioli di cane. Se non metti questo codice potresti avere fino a 5000€ di multa

Nel nostro Paese l’attenzione per gli animali è massima ed è sempre bene essere informati quando si ha intenzione di averne uno o molti di più.

Quando si possiedono una coppia di cani, infatti, la tenenza in caso di cucciolata è quella di venderne alcuni, in modo da dar loro dei bravi padroni che potranno prendersene cura. Tuttavia, bisogna fare attenzione quando si inserisce un annuncio online con l’intenzione di vendere i cuccioli di cane. Se non viene messo questo codice potresti avere fino a 5.000€ di multa.

Metti questo codice sul tuo annuncio online di vendita di cuccioli: altrimenti potresti avere una multa salatissima

Le norme sul possesso e la vendita degli animali in Italia sono state recentemente modificate con l’attuazione del Decreto legislativo n.135 del 5 agosto 2022. L’intenzione della norma, infatti, è quella di ridurre in maniera drastica la possibilità di insorgere di focolai e zoonosi tracciando gli animali (principalmente cani e gatti) che circolano sul territorio nazionale.

Secondo quanto stabilito nell’articolo 11 del decreto, infatti, chi ha intenzione di vendere o semplicemente cedere un animale dovrà possedere un codice identificativo, appartenente all’animale stesso o alla fattrice. È necessario possedere questo codice sia in caso di annunci online che su carta stampata. Inoltre, sarà necessaria un attestato di un medico veterinario.

Per coloro che non dovessero rispettare tale normativa, è prevista una sanzione economica che va da un minimo di 1.000 euro ad un massimo di 5.000 euro. A vigilare sul rispetto di tale norma saranno le Asl e le autorità competenti.

(Cuccioli di cane, serve un codice/Pexels)

Nello specifico, sono interessati particolari tipologie di animali, divisi in due parti o gruppi: la Parte A e la Parte B.

La Parte A comprende Cani, gatti e furetti, mentre la Parte B include: anfibi, Animali acquatici ornamentali, Invertebrati (ad eccezione di api, crostacei e molluschi), Volatili, rettili e mammiferi (ovvero conigli e roditori diversi da quelli destinati alla produzione alimentare).

Dunque, le regole vigenti sono particolarmente severe e rigide, in modo da permettere un monitoraggio attenzione ed una migliore strategia di prevenzione delle malattie.