Palermo, famiglia da mesi cerca una casa: “Nessuno ci vuole perché nostro figlio è autistico”

A Palermo da mesi una famiglia non riesce a trovare una casa in affitto. Il problema dei proprietari? Il figlio con la sindrome dell’autismo.

Caterina Lo Galbo e il marito da quasi un anno cercano un appartamento a Palermo. Ma nessuno è disposto ad affittare loro una casa a causa della patologia di Daniel, il figlio di 17 anni con la sindrome dell’autismo.

Caterina lo galbo
Caterina e il figlio Daniel/ Topday

La famiglia, dallo scorso febbraio, ad oggi, si è vista rifiutare l’offerta per otto volte. L’agenzia immobiliare ha spiegato che i proprietari temono, in caso di necessità, di non riuscire a dare lo sfratto a causa del figlio con disabilità. Caterina spiega: “Nessuno ci vuole, nessuno ci accetta. Siamo discriminati e senza un tetto. Così da febbraio abbiamo iniziato a guardarci intorno e a fare qualche offerta. A settembre abbiamo dovuto lasciare casa. Risultato? Da allora viviamo in nove in un appartamento, a casa di mia madre che temporaneamente ci ospita“- ha raccontato la donna. E vivere in nove in una casa per un ragazzo con la sindrome dell’autismo come Daniel non è affatto facile. Il giovane, infatti, ha estremo bisogno dei suoi spazi e delle sue cose per sentirsi tranquillo.

Perché nessuno affitta loro una casa

Caterina lo galbo
Nessuno affitta una casa alla famiglia/ Topday

Alla famiglia non è mai stato comunicato il motivo reale del rifiuto delle proposte. Ma dopo ben otto rifiuti – nonostante le ottime possibilità economiche e il lavoro a tempo indeterminato del marito di Caterina- l’agenzia immobiliare si vista costretta a dir loro la verità. Il problema- per i proprietari degli immobili – è la sindrome dell’autismo di Daniel. I proprietari degli appartamenti non se la sentono di dare loro in affitto un appartamento perché temono, in futuro, di non riuscire più a mandarli via. La situazione è spiacevole soprattutto per Daniel costretto a vivere in spazi troppo ridotti che rendono ancora più difficile gestire la sua sindrome. La madre conclude: “Mi chiede ogni giorno – conclude la madre – quando andremo finalmente a vivere a casa nostra, quando potrà avere la stanza con le cose a cui tiene. L’acquario e i suoi giochi. Ogni volta che mi fa questa domanda io piango e gli dico che stanno costruendo la nostra nuova casa. Ma posso prendere in giro mio figlio solo perché esiste gente senza un briciolo di umanità?”- ha concluso Caterina disperata.

Fonte: Gazzettino, Today